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Investimenti in crescita e costi in calo: l’energia green è sempre più conveniente

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Un business profittevole
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Così il World Economic Forum (la fondazione che ogni anno organizza l’incontro di Davos) definisce gli investimenti nelle energie rinnovabili nel proprio “Manuale sugli investimenti nelle infrastrutture rinnovabili”. Il motivo? Presto detto: il costo di eolico e fotovoltaico negli ultimi tre anni è sceso tanto da raggiungere quello di altre forme di produzione energetica tradizionali, carbone e gas in primis.

Le energie rinnovabili” – ha affermato il responsabile Wef per gli investimenti a lungo termine, Michael Drexler – “hanno raggiunto il punto di non ritorno e costituiscono la migliore possibilità di invertire il riscaldamento globale. Solare ed eolico – ha aggiunto -  sono diventate molto competitive e i costi continuano a scendere”, tanto da costituire un’opportunità “commercialmente valida, anche per investimenti che abbiano ritorni a lungo termine stabili e protetti dall’inflazione”.

Calo dei costi

I numeri parlano chiaro: se dieci anni fa i costi dell’energia solare erano intorno ai 600 dollari per megawattora (MWh), quando carbone e gas “si accontentavano” di 100 dollari, già dopo cinque anni il gap era stato dimezzato, fino ad arrivare oggi alla parità totale dei costi.

Sempre secondo il Forum, l’efficienza dell’energia solare è cresciuta nello stesso periodo dal 15 al 22%, mentre le turbine eoliche sono passate dal 25 al 50%. Nel contempo, i costi di produzione dei pannelli solari, grazie alle economie di scala, sono scesi dell’80% dal 2009, mentre quelli delle pale eoliche sono decrementati del 30% negli ultimi tre anni.

Crescita negli investimenti

Anche i dati sugli afflussi degli investimenti nel settore registrano segno più: nel 2015 sono stati circa 286 i miliardi di dollari confluiti nelle energie rinnovabili, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Oltre la metà dei suddetti investimenti in energia pulita proviene dall’area asiatica (Apac), contrariamente a quanto avveniva negli anni precedenti quando due terzi del totale erano concentrati nell’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa).

Nuove opportunità per gli investitori

Positivi anche i ritorni generati dagli investimenti in energie rinnovabili negli ultimi tre anni. Lo specifico indice per le obbligazioni legate a investimenti nel settore citato dal Wef, lo S&P Green Project Bond Index, ha registrato infatti un ritorno sull’investimento prossimo al 6% annuo. Un risultato incoraggiante, soprattutto visto che “gli investimenti restano al di sotto di quanto richiesto per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi”, per il raggiungimento dei cui target il Forum svizzero invita a “muoversi verso maggiori investimenti in energia verde”.

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Bonus elettrico: nuovi sconti per i clienti in condizione di disagio economico

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Il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 29 dicembre 2016 ha introdotto rilevanti modifiche alla disciplina del bonus elettrico, ossia lo sconto in bolletta per i clienti in condizione di disagio economico, previsto dal decreto interministeriale del 28 dicembre 2007.

Dal 1° gennaio 2017, è stata dunque aumentata dal 20% al 30% la riduzione media della bolletta annua ottenibile con il bonus. È stato incrementato da 7.500 euro a 8.107,5 euro il tetto ISEE per avere accesso alle agevolazioni. Infine, è stata introdotta la possibilità di presentare domanda per via telematica.

Obiettivo della nuova disciplina, che va ad attuare il decreto legislativo n.102/2014, è quello di migliorare l’efficacia della misura, compensando possibili effetti negativi derivanti dalla riforma tariffaria per i clienti domestici avviata nel 2016, e di semplificare le procedure di accesso alle agevolazioni.

A decorrere dal 1° gennaio 2017, dunque, il valore della compensazione di spesa per la fornitura di energia elettrica a favore dei clienti economicamente svantaggiati è rideterminato dall’Autorità per l’energia in misura tale da conseguire una riduzione di spesa dell’utente medio, al lordo delle imposte, dell’ordine del 30%.

La richiesta di accesso alla compensazione è riferita ad una sola fornitura di energia elettrica ad uso domestico nella titolarità di uno dei componenti di un nucleo familiare in possesso dei requisiti ISEE.

La richiesta può essere trasmessa anche per via telematica secondo le modalità stabilite dall’Autorità per l’energia in accordo con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci). Con cadenza triennale, l’Autorità stessa aggiornerà successivamente il valore ISEE, arrotondando al primo decimale, sulla base del valore medio dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati in ciascun triennio di riferimento.

L’Autorità, con cadenza annuale, effettuerà inoltre il monitoraggio della misura di cui al presente decreto e ne trasmetterà gli esiti al Ministero dello sviluppo economico, al fine dell’adozione di eventuali disposizioni modificative e integrative.

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XIV Rapporto “Gli Italiani e il solare - Rinnovabili ed efficienza”: gli italiani chiedono più solare ed eolico

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Realizzato dalla Fondazione UniVerde e IPR Marketing, in collaborazione con Cobat, giunge quest’anno alla sua XIV edizione il rapporto “Gli Italiani e il solare – Rinnovabili ed efficienza”, recentemente presentato in occasione del IX Forum Qualenergia?.

Dal rapporto è emerso che l’85 % degli italiani ritiene che il nostro Paese dovrebbe puntare in futuro sull’energia solare e il 67 % su quella eolica, confermando ancora una volta maggior favore verso le fonti alternative piuttosto che per quelle tradizionali come il carbone, il nucleare, il gas metano e il petrolio (che raggiungono totalmente appena il 13%).

Il 90% del campione (dato che si mantiene invariato rispetto allo scorso anno) non ha dubbi sui benefici che l’energia solare può avere per l’ambiente e la considera del tutto sicura. Il 65% ha pensato di utilizzarla ma scegliere questa nuova fonte energetica è ancora burocraticamente troppo difficile (per il 63%), troppo caro da sostenere e da gestire (per il 51%), dispendioso (per il 48%) e tecnicamente complesso (per il 36%).

Nonostante la valutazione di alcuni aspetti negativi, i dati raccolti registrano come gli italiani siano favorevoli a raggiungere, entro il 2050, l’obiettivo del 100% di energia rinnovabile (il 75%). A tal proposito, l’89% ritiene necessario che il Governo ripristini gli incentivi al solare. Se si facilitassero l’autoconsumo e la burocrazia, il 53% sarebbe disposto a installare pannelli fotovoltaici.

Positiva anche la prospettiva futura sul mercato energetico che per la prima volta entra nella rilevazione. Oltre il 60% pensa che ci sarà un netto passaggio alle rinnovabili e solo il 2% ritiene che continueremo a dipendere dalle fonti fossili. L’83% (stessa percentuale del 2015) è favorevole alla carbon tax sulle attività che producono emissioni di CO2. Sul primato che l’Italia potrebbe avere nel settore dell’energia solare, il campione (57%) sottolinea i vantaggi nel generare posti di lavoro.

Rispetto all’efficienza energetica delle abitazioni, il 61%, valutando il livello energetico della propria casa, risponde che è sicuramente da migliorare con interventi per contenere gli sprechi (solo il 30% li ha già ridotti) come ad esempio rivestimenti esterni con isolanti, impianti fotovoltaici e pannelli solari per l’acqua calda. L’Ecobonus è giudicato positivamente dal 69% del campione e andrebbe rafforzato per l’81%.

Anche in questa edizione, il rapporto include un focus su: “Storage e Recycling”. Il target conferma la sua conoscenza sui sistemi di accumulo di energia, batterie che consentono di conservare l’energia prodotta per utilizzare al meglio le rinnovabili che sono discontinue. Per il 71% dovrebbero essere incentivati. L’80% investirebbe in un sistema combinato di moduli fotovoltaici e batterie per utilizzare l’energia anche in assenza di sole.

Si conferma anche quest’anno un livello di disinformazione molto alto sul riciclo a fine vita dei pannelli solari, ma il 93%, se dovesse installare un impianto, acquisterebbe, possibilmente a parità di prezzo, i moduli da produttori che ne garantiscano il ritiro gratuito e il corretto smaltimento. Il 63%, infatti, pensa sia importante anche incentivare questo tipo di riciclo.

Sui cambiamenti climatici, il 94% non ha dubbi che il clima negli ultimi anni sia cambiato e per il 71% è un’emergenza da affrontare. C’è poca fiducia sull’atteggiamento dei Governi considerati ipocriti e incoerenti nell’affrontare la questione climatica (54%). Più del 60% del campione dichiara che con l’elezione di Donald Trump, nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, ci sarà un peggioramento sulla tutela ambientale perché (per il 68%) favorirà gli interessi delle lobby petrolifere e non rispetterà l’Accordo di Parigi e l’impegno di ridurre le emissioni di gas serra e di contenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi centigradi, bloccando così anche lo sviluppo delle rinnovabili. L’Europa, rispetto all’Accordo di Parigi, raggiunto durante la COP21, e alla nuova elezione di Trump, dovrebbe andare avanti con determinazione anche senza l’appoggio degli Stati Uniti (per il 41%) oppure vincolarli agli impegni presi (32%). Aumenta anche la sfiducia sugli accordi presi a Parigi considerati per il 73% degli intervistati sono solo buone intenzioni che non saranno effettivamente messe in pratica.

Per la prima volta, il 68% degli italiani dichiara che voterebbe per un politico attento alle questioni ambientali. Il 59% sostiene che rispetto al 2007, quando fu definita la strategia europea 20/20/20 sui cambiamenti climatici, i politici in tema di ambiente non si impegnano per nulla e che l’ambiente sia diventato un tema del tutto ignorato dalla classe politica.

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Con 15 mila eco-diagnosi, l’Italia conquista il top in Europa

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Con oltre 15mila diagnosi energetiche effettuate da oltre 8 mila imprese, l’Italia si colloca al top della classifica Ue dei paesi più virtuosi nell’attuazione della Direttiva europea sull’efficienza energetica per i check-up nelle aziende. Nel resto d’Europa, ne sono state inviate circa 13 mila, di cui 7 mila sono dichiarazioni di avvenuta diagnosi.

I dati, resi noti dall’ENEA, riguardano le imprese “energivore” e di grandi dimensioni tenute ad effettuare l’audit energetico. In Italia, alla scadenza di legge del dicembre 2015, erano state inviate 14.342 diagnosi da parte di 7.516 imprese, salite a 8.461 con 15.685 diagnosi a fine giugno 2016.

“Questi risultati sono destinati a migliorare ancora per effetto delle azioni di verifica e controllo avviate dal Ministero dello Sviluppo Economico – ha sottolineato Roberto Moneta, responsabile dell’Unità Tecnica Efficienza Energetica dell’ENEA -. Anche nel recente Meeting della Concerted Action sull’attuazione della Direttiva 2012/27/EU, l’approccio italiano e i risultati ottenuti hanno suscitato molto interesse e valutazioni positive da parte della Commissione europea”.

Alle origini del successo del “modello Italia” alcune best practice che Bruxelles sembra infatti intenzionata a indicare nella prossima revisione della Direttiva sull’efficienza. Fra queste, in particolare, l’istituzione di Tavoli tecnici permanenti come momento di confronto e analisi per individuare procedure operative condivise con i soggetti interessati, per l’attuazione degli aspetti più complessi della Direttiva. Il lavoro dei Tavoli si è poi concretizzato in circolari attuative del MiSE. Sono risultate misure efficaci anche la realizzazione di modelli di rendicontazione standardizzati per gli operatori e per elaborare i dati delle diagnosi, la predisposizione di linee guida settoriali per dare alle aziende indicazioni utili per adempiere all’obbligo legislativo e la messa a punto di una procedura specifica per le aziende multisito.

Nel settore dell’efficienza, l’Italia ha già fatto grandi passi in avanti per il raggiungimento dell’obiettivo di una riduzione dei consumi di energia primaria di 20 Mtep l’anno al 2020, pari a 15,5 Mtep di energia finale. Complessivamente, ad oggi, nel nostro Paese sono stati risparmiati quasi 10 Mtep l’anno, evitando 26 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica e 3 miliardi di euro di spese per importare fonti fossili.

Il nostro Paese, inoltre, è al vertice in Europa per quanto concerne il livello d’intensità energetica, con una percentuale del 18% inferiore della media Ue. Tra gli strumenti per promuovere l’efficienza si sono rivelati particolarmente efficaci i certificati bianchi, le detrazioni fiscali per le riqualificazioni energetiche e le misure previste dal dlgs 102/2014 e dal Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica 2014.

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Report GreenItaly 2016: l’Italia da 10 e lode

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La green economy? Una delle risposte più significative ed efficaci contro la crisi. A dimostrarlo i numeri di GreenItaly 2016, il settimo rapporto realizzato dalla Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il Conai e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente.

Le aziende green in Italia

L’analisi del report ha evidenziato come più di un’impresa su quattro dall’inizio della crisi abbia scommesso sulla green economy. Sono infatti 385 mila le aziende italiane, ossia il 26,5% del totale, del settore dell’industria e dei servizi che, dal 2010, hanno investito, o contano di farlo entro l’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.

Secondo il report, le imprese sopra citate non solo hanno dimostrato un maggiore dinamismo sui mercati esteri, esportando nel 18,7% dei casi, a fronte del 10,9% di quelle che non investono nel verde, ma sono risultate anche più innovative: il 22,2% ha infatti sviluppato nel 2015 nuovi prodotti o servizi contro l’11,4% delle non investitrici.

La quota delle aziende “verdi” sale al 33% nel settore manifatturiero, dove l’orientamento “green” si è tradotto in maggiore competitività, crescita delle esportazioni, dei fatturati e dell’occupazione. Secondo il report, infatti, il 46% delle imprese che investono in tecnologie verdi esporta, contro il 27,7% delle imprese non investitrici; il 35,1% delle imprese green ha aumentato il fatturato nel 2015 a fronte del 21,8% delle altre; il 33,1% ha introdotto innovazioni, contro il 18,7% delle altre.

I nuovi colletti verdi

Alla nostra green economy si devono inoltre 2 milioni 964 mila “green jobs”, ossia occupati che applicano competenze “verdi”. Una cifra che corrisponde al 13,2% dell’occupazione complessiva nazionale, destinata a salire ancora entro dicembre. Il rapporto stima infatti che arriveranno 249 mila nuove assunzioni fra green jobs in senso stretto e figure ibride con competenze green: pari al 44,5% della domanda di lavoro non occasionale. Quota che sale fino al 66% nel settore della ricerca e sviluppo. Il contributo dei green jobs al prodotto lordo del Paese viene stimato per il 2015 a 190,5 miliardi di euro, pari al 13% del totale complessivo.

Un modello di riferimento

Grazie anche alle realtà che puntano sull’efficienza, l’Italia vanta importanti primati sul fronte dell’ambiente a livello europeo. Con 14,3 tonnellate di petrolio equivalente per milione di euro, il nostro è il secondo Paese tra le cinque grandi economie comunitarie per minori input energetici a parità di prodotto. Con 107 tonnellate di CO2 equivalente per milione di euro prodotto, siamo secondi anche per la minore intensità di emissioni atmosferiche. Medaglia d’oro invece per il contenimento dei rifiuti prodotti con appena 42 tonnellate ogni milione di euro, meglio di Spagna (49), Regno Unito (59), Germania (64) e Francia (84).

Il nostro Bel Paese è leader europeo anche nel riciclo industriale con 47 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi recuperati e avviati a riciclo, permettendo di risparmiare energia primaria per oltre 17 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio ed emissioni per circa 60 milioni di tonnellate di CO2.

I dati del nostro Rapporto dimostrano una volta di più che la scelta green paga”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “Questo modello di sviluppo si sta rivelando uno strumento prezioso per intercettare nuovi stili di consumo e di vita basati su una maggiore domanda di sobrietà, attenzione alla giustizia sociale ed equità”.

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Novembre mese dell’efficienza energetica: già 200 le adesioni all’iniziativa di ENEA

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Sono già oltre 200 le istituzioni, associazioni, imprese che hanno aderito all’iniziativa “Novembre mese dell’efficienza energetica” promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzata dall’ENEA.

L’iniziativa fa parte del progetto “Italia in Classe A”, la prima campagna nazionale di informazione e formazione sull’efficienza energetica. La campagna, di durata triennale, dà concreta attuazione all’art.13 del Decreto Legislativo 102/2014 ed è rivolta alla PA, alle PMI, agli istituti bancari, alle famiglie e agli studenti.

L’obiettivo è quello di far conoscere l’importanza del risparmio, dell’efficienza energetica e fornire gli strumenti e le opportunità per realizzarli. Durante il primo anno della campagna si prevede la sensibilizzazione del grande pubblico e della Pubblica Amministrazione. Per il secondo e terzo anno sarà realizzata una comunicazione più differenziata, mirata a differenti tipologie di destinatari.

I soggetti interessati all’iniziativa possono ancora inviare le proposte, previa registrazione al sito ENEA, al link www.italiainclassea.enea.it/campagna3.aspx sul sito della campagna nazionale “Italia in Classe A”.

Dopo una valutazione da parte dell’ENEA sarà consentito al proponente l’utilizzo del logo da inserire nei materiali promozionali in formato sia cartaceo che elettronico. Insieme al logo, sarà reso disponibile agli interessati uno starter kit con materiale informativo, poster e slide, che potrà essere utilizzato nell’organizzazione degli eventi.

A tutte le iniziative approvate dall’ENEA sarà data ampia visibilità sul sito della Campagna attraverso una mappa interattiva sulla quale saranno localizzati gli eventi e un sistema di ricerca che consentirà di individuare sul territorio le iniziative in base alla tipologia di evento e al soggetto organizzatore.

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Legge di Stabilità 2016: Ecobonus riconfermato e novità antisismiche

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Prorogate fino al 31 dicembre 2017 le detrazioni fiscali del 50% e bonus mobili. Per l’ecobonus la proroga arriva fino al 2021; introdotto anche il “sismabonus” per incentivare i lavori di messa in sicurezza antisismica.

Queste le principali novità annunciate dal Consiglio dei Ministri, il quale ha recentemente approvato il disegno di legge di bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2017 e per il triennio 2017-2019. Il provvedimento prevede lo stanziamento di “tre miliardi in tre anni per bonus dedicati alle ristrutturazioni edilizie - anche per condomini e alberghi - per il contrasto al dissesto idrogeologico e per l’edilizia scolastica. Previsto il potenziamento di quelli per la riqualificazione energetica e per gli adeguamenti antisismici”.

Ecobonus prorogato per 5 anni

Come anticipato, le detrazioni del 65% sono state prorogate fino al 2021, estendendo le agevolazioni agli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e agli alberghi.

In particolare, per lavori riguardanti l’involucro edilizio dei condomini, la detrazione sale al 70% dell’importo speso, purché gli interventi incidano su più del 25% della superficie disperdente lorda dell’intero immobile. Con certificazione dei miglioramenti ottenuti nella prestazione energetica, lo sconto è del 75% con un tetto di spesa massima di 40mila euro per appartamento.

Altra novità introdotta è la possibilità di cedere il credito fiscale maturato a tutti i potenziali beneficiari, ossia alle imprese che effettuano i lavori o soggetti terzi.

Il “Sismabonus”

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto la possibilità di detrarre dall’Irpef anche le spese sostenute per effettuare interventi volti a mettere in sicurezza edifici adibiti ad abitazione principale o attività produttive in zone a forte rischio sismico.

Il bonus sisma 2017 interessa sia la ricostruzione degli immobili distrutti o danneggiati dal terremoto o da altri eventi calamitosi (detrazione del 65%), sia gli interventi preventivi di messa in sicurezza nelle zone interessate dal rischio sismico. In quest’ultimo caso, il “sismabonus” partirà dal 50% ma potrà arrivare fino all’85% qualora l’edificio venga migliorato di due classi di rischio. L’agevolazione prevede un tetto di spesa fissato a 96.000€.

Detrazioni del 50% per tutto il 2017

Prorogate invece per un anno le detrazioni del 50% sulle ristrutturazioni edilizie “tradizionali”, applicabili ad interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia della singola unità abitativa. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali dello stesso importo, con limite di spesa di 96 mila euro.

Il 50% sarà detraibile anche dall’acquisto di mobili costituenti l’arredo dell’abitazione da ristrutturare e di elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), per un importo complessivo che non superi i 10mila euro.

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Termosifoni accesi: i consigli dell’ENEA su come restare al caldo e risparmiare sulla bolletta

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Scattata la possibilità di riaccendere i termosifoni in molte città, l’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha così messo a punto un’utile guida per ricordare alcune semplici regole per la corretta manutenzione della caldaia ai fini della sicurezza, per la contabilizzazione del calore e per risparmiare sulla bolletta, evitando sprechi di energia e multe.

1. Fare la manutenzione degli impianti. Un impianto ben regolato e ben mantenuto consuma e inquina meno ed è bene ricordare che chi non effettua la manutenzione prevista dal DPR 74/2013 rischia una multa non inferiore a 500 euro.

2. Applicare le valvole termostatiche. Quest’ultime sono apparecchiature che aprono o chiudono la circolazione dell’acqua calda nel termosifone e consentono di mantenere costante la temperatura impostata, aiutando così a concentrare il calore negli ambienti più frequentati e ad evitare sprechi.

3. Controllare la temperatura degli ambienti. Scaldare troppo la casa fa infatti male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura di 20 - 22 gradi, ma 19° sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Inoltre, ogni grado abbassato si traduce in un risparmio dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.

4. Attenzione alle ore di accensione. Il tempo massimo giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Per i grandi comuni in fascia “E” il massimo sono 14 ore.

5. Schermare le finestre di notte. Chiudendo persiane e tapparelle si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno. Inoltre è opportuno evitare di apporre ostacoli davanti e sopra i termosifoni, come tende o mobili. È bene inoltre non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti, evitando inutili dispersioni. Altro ‘trucco’ semplice ma molto efficace è quello di installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone.

6. Installare impianti di riscaldamento innovativi. Se l’impianto ha più di 15 anni, conviene valutarne la sostituzione, ad esempio con le nuove caldaie a condensazione, le pompe di calore o con impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata da un impianto fotovoltaico.

7. Usufruire degli Ecobonus. Per gli interventi sulle caldaie è possibile usufruire degli Ecobonus del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici e del 55% per quella del patrimonio edilizio. Altri interventi soggetti a detrazione fiscale riguardano serramenti e infissi, pannelli solari, coibentazione e coperture, schermature solari e, da quest’anno, anche la building automation, ossia l’insieme dei dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti termici.

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Fondo Italiano per l’Efficienza Energetica (FIEE): primo closing da 86 milioni di euro

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Con una dotazione di 86 milioni di euro e impegni complessivi per circa 100 milioni parte il Fondo Italiano per l’Efficienza Energetica (FIEE), primo fondo di equity italiano dedicato esclusivamente a progetti di investimento nel settore dell’efficienza energetica.

Alla guida del FIEE, gestito dalla SGR, il presidente Raffaele Mellone, ex managing director di Merrill Lynch, e l’amministratore delegato Andrea Marano, già dirigente di Enel Green Power, affiancati da una compagine di promotori che include la Lamse (holding di partecipazioni di Andrea Agnelli e della sorella Anna), Fulvio Conti (già amministratore delegato di Enel) e Maurizio Cereda (in precedenza vicedirettore generale e consigliere di Mediobanca). Partner, quest’ultimi, che hanno assunto un impegno finanziario nell’iniziativa pari a 5 milioni di euro.

“Ci eravamo posti l’obiettivo di raggiungere un primo closing di 50 milioni di euro entro l’estate – ha commentato il presidente Raffaele Mellone -. La tempistica è stata accelerata al fine di poter cogliere in modo più tempestivo le numerose opportunità di investimento che si sono presentate. Siamo quindi molto soddisfatti di aver raccolto impegni complessivi per circa 100 milioni di euro, pari al doppio di quanto ci eravamo prefissati. Al netto dei limiti di concentrazione di alcuni investitori, gli impegni raccolti si sono tradotti in sottoscrizioni per 86 milioni di euro da attivare già al primo closing”.

“Stiamo riscontrando un interesse molto forte da parte di altri grandi investitori istituzionali italiani, alcuni dei quali stanno completando la fase di due diligence. Contiamo di raggiungere il traguardo finale di 150 milioni di euro entro la fine del 2016”, ha aggiunto l’amministratore delegato Andrea Marano. “Anche sul lato investimenti abbiamo proseguito nell’attività di scouting, rafforzando ulteriormente la pipeline di opportunità con l’obiettivo di dare avvio all’attività di investimento già in autunno. I principali progetti analizzati finora riguardano interventi di efficienza energetica nell’illuminazione, nella cogenerazione e nei processi industriali”.

I promotori si sono dichiarati molto soddisfatti anche della diversificazione degli impegni ricevuti: il 75% della raccolta è rappresentato da primari investitori istituzionali – tra cui la Banca Europea per gli Investimenti con un commitment di 25 milioni di euro – mentre il restante 25% è rappresentato da autorevoli investitori privati.

Il FIEE è un’opportunità per gli investitori di accedere al crescente settore dell’efficienza energetica per realizzare progetti dai flussi stabili con buoni livelli di redditività. Il FIEE è pertanto uno strumento di finanza alternativa applicato al mondo dell’economia reale e dell’innovazione tecnologica, che contribuisce allo sviluppo del Paese”, ha concluso Fulvio Conti, consigliere SGR.

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Estensione Ecobonus per i condomini: pronto il piano Delrio-Morando

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Estendere l’Ecobonus del 65% anche ai condomini, creando un fondo speciale per la riqualificazione energetica degli edifici. Interventi, quest’ultimi, già pronti da inserire nella prossima Legge di Bilancio.

Questa la decisione del Governo Renzi, desideroso di semplificare e incentivare ulteriormente la riqualificazione energetica degli immobili obsoleti, o meglio “colabrodo”, come definiti da Legambiente.

Le suddette novità sono state proposte dal Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, e dal viceministro dell’Economia Enrico Morando. Il piano Delrio-Morando intende dunque incentivare la ristrutturazione degli oltre 12 milioni di palazzi che in Italia necessitano di “rifarsi il look” e potranno beneficiare della riduzione del 65%.

Per chi, al contrario, non potrà usufruire delle detrazioni Irpef, il Governo ha comunque previsto di istituire un fondo di 4-5 miliardi di euro provenienti dalla Cassa Depositi e Prestiti e da enti di credito privati, con cui finanziare l’inizio dei lavori di efficientamento energetico degli immobili da parte delle ESCO (Energy Saving Company).

A quest’ultime tornerà il 65% dell’investimento in 10 anni, sotto forma di detrazioni fiscali. I condomini, invece, dovranno anticipare il 10% del costo della ristrutturazione, mentre la cifra restante verrà pagata attraverso le bollette, con un piccolo interesse. Inserite nella nuova Legge di Bilancio, le nuove detrazioni fiscali copriranno varie tipologie di interventi: dalla sostituzione degli infissi all’installazione di pannelli solari.

Tale procedura, secondo il Governo, permetterà di incentivare l’ammodernamento dei palazzi, con importanti vantaggi tra cui la riduzione dei consumi energetici dei condomini più inefficienti, un riscontro positivo sul costo delle bollette, nuova linfa al settore edilizio e l’aumento del valore degli immobili. “Il mercato potenziale”, ha sottolineato Delrio, “vale tra i 10 e i 12 miliardi”.

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